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venerdì 3 giugno 2011

Taylor Swift, "Speak Now"




(2010; Genere: Country Pop)

Caramella al miele. La splendida Taylor Swift ti condiziona già da prima di iniziare ad ascoltare le sue canzoni, coi suoi modi di fare umili e quel suo essere una perfetta Pop-Star senza per questo trasformarsi in una "Bad-Girl", come piace tanto ai giovani oggi, né in una demente caricatura. La guardi e ti sembra assolutamente perfetta, poi la senti cantare e capisci che perfetta non lo è. Ma la sua voce, che potrebbe essere la voce di chiunque, non è un ostacolo al suo successo: infatti "Speak Now", il suo ultimo lavoro, pubblicato a fine 2010, è l'album che ha venduto di più negli Stati Uniti dal 2005 a oggi. Un bel record.
Voglio confessarvi una cosa: quando mi sono trovata a recensire l'ultimo album di Lady Gaga, uscito solo da poche ore, per quanto sia fermamente convinta che la Germanotta sia una feccia del pop odierno, un'esaltata mistificatrice e priva di talento, avevo comunque grandi aspettative su "Born this Way". Pensavo che, soprattutto dopo tutta quella martellante pubblicità antecedente all'uscita del disco, la Gaga si sarebbe fatta in quattro per sfornare un album dignitoso e quantomeno interessante. A oggi, è uno degli album più brutti che abbia mai ascoltato. E ce ne sono. Con Taylor Swift mi è successo più o meno il contrario. Nel senso che non avevo grandi aspettative su di lei (avevo ascoltato distrattamente solo qualche singolo), pensavo fosse una delle solite super star americane che valgono solo per i soldi che fruttano. Starete pensando che ho dei pregiudizi; be', tutti ci facciamo, volontariamente o involontariamente, un'idea su qualcosa o qualcuno prima di entrarne direttamente a conoscenza. L'importante è essere liberi di avere una propria idea dopo, trascendendo le prime impressioni.

Così ho iniziato riascoltando "Mine", che apre il disco, pezzo orecchiabile e piacevole, un marchio di fabbrica, un po' alla "Love Story", come ce ne sono tanti nel disco ("Long Live" ad esempio). Ma per conquistarmi ci voleva qualcosa di più, così è subito spuntata "Spark Fly", grintoso brano pop-rock, mai pretenzioso. Sullo stesso stile ci sono anche "The Story of Us" e "Better than Revenge", che ricordano incredibilmente il sound tipico di Avril Lavigne.
La cosa che più sorprende ascoltando la Swift è che ti aspetteresti testi stupidi e infantili. Questo perché gli argomenti che tratta sono banali, certamente teen-oriented: una lettera di scuse a un ragazzo, lo sfogo per le critiche cattive di un blogger sulle sue capacità vocali, la storia d'amore di un'amica, un incontro da fiaba...eppure è il come lo fa che cambia tutto. E' molto giovane (21 anni) ma il suo songwriting è cristallino e onesto, diretto, comprensibile a tutti ma mai insipido e grossolano. Questo è lo scopo della musica pop. E la ragazza, che ha scritto da sola tutti i pezzi del cd e l'ha fatto bene, pare averlo capito. Le sonorità Country-Pop, cui la Swift si ispira (il suo modello è dichiaratamente Shaina Twain), si fanno sentire principalmente in due canzoni. La prima è proprio l'irriverente title track, "Speak Now" che, pur non essendo musicalmente niente di che, entra subito in testa senza essere fastidiosa. E poi vale la pena ascoltare la storia che ci racconta nel mentre della canzone. La seconda è una delle migliori dell'album, "Mean", dove appaiono anche i violini e la nostra suona il banjo. Ritmo accattivante su un testo mordace.
Ma "Mean" si gioca il titolo per migliore canzone del cd con "Enchanted", fiabesca e onirica ballata romantica, anche se altri brani molto gradevoli sono pure la suggestiva "Innocent", che sembra essere uno dei più amati dai fans, e "Haunted", in cui la biondina esplora tonalità più dark. Sulle altre ballate si sarebbe potuto lavorare di più: "Back from December", ultimo singolo, è carino ma non lascia traccia. Ancora più anonimo "Last Kiss". L'acustica "Never grow up" e "Dear John" sono ballate un po' pesanti, ma molto intense e con una buona melodia. L'impressione però è che entrambe, così come le già citate "Last Kiss" (http://www.youtube.com/watch?v=gFM1aHHUXJo) e "Long Live", per quanto carezzevoli e delicate, siano messe là come filler, per puro riempimento. Le tracce del disco sono in tutto 14, né troppe né poche. Solo che oramai le case discografiche fanno pressione affinché le canzoni per un cd siano più di 10 (numero medio negli album di una volta) e quindi i cantanti si ritrovano a registrare canzoni di riempimento al fine di raggiungere il numero. Probabilmente "Speak Now" avrebbe avuto più carattere se certi brani fossero stati condensati in un unicum, anche perché le sue canzoni durano in media 4 minuti che è tanto per un pezzo pop. Magari, così facendo, si sarebbe notato maggiormente l'intensità e la puntualità della Swift nel lavorarci su.

Nel complesso, "Speak Now" è un album Pop ottimo per quando si viaggia, quando si studia, quando ci si rilassa, quando si ha voglia di stare soli con se stessi. E' il diario della cantante, non crea né rivoluziona niente, ma come puro e semplice cd pop funziona alla grande.

Raising Girl consiglia l'ascolto di: "Enchanted".

"Speak Now", Taylor Swift: 7

Artisti simili a Taylor Swift: Carrie Underwood, Avril Lavigne.

1 commento:

  1. Semplicemente io3 gennaio 2012 05:17

    Scrivo solo per dire che è il tuo unico post positivo su un cantante pop. :D Senza nessuna ironia o sarcasmo, ancora più strano.
    Dico solo di essere pienamente d'accordo su tutto ciò che hai scritto soprattutto su "è un album Pop ottimo per quando si viaggia, quando si studia, quando ci si rilassa, quando si ha voglia di stare soli con se stessi".
    Ciao!!!

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