Questo blog si occupa semplicemente di Musica. Qui troverete tante recensioni e news sugli album usciti da poco, quelli che hanno fatto la storia...e di quelli che non l'hanno fatta! Sulla colonna a sinistra, potete condividere il Blog su Facebook o Twitter; è presente, inoltre, un lettore mp3 grazie al quale potete ascoltare un po' di Classic Rock, e l'archivio con tutte le recensioni realizzate fino ad ora! Sulla colonna di destra gli articoli sono divisi per Artisti e generi musicali e sono inoltre segnalati tutti i post più popolari del Blog! E' possibile lasciare commenti ai post e votare agli eventuali sondaggi anche senza avere un account.

Seguimi anche su Facebook alla pagina "Crazy Diamond Music" e su "Blur & Brit Pop" e "Joy Division, Heart and Soul."!
Passa anche sul NUOVO SITO di Crazy Diamond Music:
http://crazydiamondmusic.altervista.org/blog/

Buona Musica a tutti :)

  • HOME
  • PROFILO
  • ROCK
  • POP
  • COSTUME
  • BOWIE & GLAM
  • NEWS

    giovedì 14 giugno 2012

    L'Umorismo pirandelliano: SUCH A SHAME - Talk Talk



    Difficile non aver mai sentito parlare della filosofia umoristica pirandelliana. Lo scrittore siciliano scrisse il saggio "L'Umorismo" nel 1908 e vi inserì, tra le altre cose, uno dei leitmotiv della sua opera: l'ironia. O meglio, la distinzione tra comico e umorismo.
    Ma in che modo il relativismo filosofico di Pirandello può avere a che fare con la Musica? Mi spiego subito: mi trovavo ad ascoltare un famoso brano d'impronta Synth-Pop del 1984, "Such a Shame" dei Talk Talk e, pur avendo visto e ri-visto il videoclip che lo accompagna, ogni volta, puntualmente, non riesco a fare a meno di ridere. Più le immagini avanzano e più rido sguaiatamente; non riesco a trattenermi di fronte al sorriso malato e sbilenco di Mark Hollis, che si alterna ad atteggiamenti di estrema serietà, dando l'impressione di essere un soggetto border-line sull'orlo di una crisi di nervi! Tantomeno nel momento in cui vengono inquadrati gli altri componenti del gruppo, quasi esaltati in preda a improbabili movimenti a ritmo di musica, del tutto esagerati.

    Poi, però, mi sono ricordata dell'intrinseco significato della canzone, che ovviamente si riflette anche nel video, e a quel riso prepotente è subentrata una riflessione. Il pezzo venne scritto, infatti, da Hollis ispirandosi alla novella "Dice Man" di George Cockcroft del 1971, la cui trama gira intorno ad uno psichiatra che decide di iniziare a basare le sue scelte di vita tirando i dadi. La critica alla psichiatria nella canzone non compare, mentre nella novella è fondamentale, ma i Talk Talk assorbirono da quella storia il disprezzo per la vergogna, ogni tipo di vergogna. Quella che impedisce alle persone di vivere serenamente i rapporti con gli altri, quella che impedisce di andare avanti per poi lasciarsi abbandonare; la vergogna come ostacolo, come muro invalicabile, su cui si trovano "cocci aguzzi di bottiglia". E mi accorgo che il cantante nel videoclip mentre pronuncia "It's a shame!" e si porta le mani alla nuca, può apparire buffo, ma lo fa per simboleggiare quella vergogna, quasi a volersela strappare di dosso.


    In definitiva, possiamo dire che il comico è un qualcosa di immediato, è la semplice constatazione dell' "avvertimento del contrario", ch'io ho provato nel guardare il gruppo muoversi in maniera esaltata, al limite del ridicolo. L'umorismo, invece, necessita di una riflessione: solo riflettendo sul significato della canzone e di quei gesti posso andare oltre, facendo subentrare al riso altri sentimenti, anche contrastanti, anche lasciando che si mescolino tra loro. In questo modo ho potuto rompere le barriere di una iniziale visione superficiale e capire che quei gesti, così sovrabbondanti, sono in realtà espressione di ira e amarezza, e altri umanissimi sentimenti.
    L'Umorismo nasce dunque dal "sentimento del contrario" ed è una filosofia in grado di svelare le contraddizioni della realtà.

    In fondo questo esempio musicale non è poi tanto dissimile da quello che lo stesso Pirandello fece nel saggio di cui si sta parlando, passato alla storia come quello della "signora imbellettata": ci viene presentata un'anziana signora truccata e abbigliata come una ragazza, in maniera esagerata e non consona per la sua età; inizialmente se ne coglie l'"impressione comica", ma nel momento in cui si riesce a superare questo superficiale avvertimento e viene dunque da pensare che ella si sistema a quel modo per cercare di trattenere a sé il marito, di molto più giovane di lei, ecco che subentra l'amara visione umoristica.

    A prescindere dal ben più complesso messaggio pirandelliano, qui analizzato solo in parte, quest'articolo vuole essere un monito da scagliare alla superficialità che ci circonda, è giusto riflettere su ogni cosa per coglierne anche la contraddizione, che è insita nella vita stessa.
    E la Musica dovrebbe essere d'aiuto per valicare i cancelli delle apparenze fugaci ed effimere...



    19 commenti:

    1. Ottimo saggio. Hai saputo legare letteratura, musica e antropologia in un pezzo di alto profilo dove si coglie un soggetto sicuramente colto. Brava.

      RispondiElimina
    2. Grazie infinite! Dalle statistiche del Blog ho potuto notare che quest'articolo sta avendo numerose visite, e non me l'aspettavo proprio; quindi grazie a tutti.

      RispondiElimina
    3. peccato scomodare pirandelli per una canzone degli anni 80 che di pirandelliano non ha assolutamente nulla.....

      vediamo le cose per come stanno senza andare a cercare crizi vari e spiegazioni filosofiche che di questo la vita di ogni giorno non ne ha bisogno.....

      RispondiElimina
    4. Sono un Paninaro della mitica generazione anni ottanta e posso dire che questo brano era un' icona.

      RispondiElimina
    5. io ci sono arrivato adesso (sul blog) proprio cercando risposte a questa "inquietante" canzone ;)

      RispondiElimina
    6. Brava. Questo brano meritava una rivalutazione. Forse il tono del post può sembrare un po' elegiaco, ma è così che si fa la critica musicale, per iperboli, perché nelle menti di questi ragazzi anni 80 c'era molto di più di quel che si sapeva e che si ricorda.

      RispondiElimina
    7. bellissimo post, complimenti!

      RispondiElimina
    8. complimenti..... che articolo bellissimo. Non è abituale imbattersi in tanto spessore in rete
      non tanto per le citazioni, quanto per le intime riflessioni :)

      Ora mi piacerebbe leggere una traduzione "saggia" della canzone... che in rete non esiste... per favore potresti? Anche dopo 2 anni

      ora è come se la canzone fosse nuova e densa di un significato prima sconosciuto

      ClaudI6

      RispondiElimina
    9. Eccellente commento.
      Mi colpisce piu' di ogni altra cosa come il cantante cerchi di trasmetterci, proprio in questa maniera ironica, il suo totale disprezzo (meglio dire ira , forse) per la vergogna di accettare un futuro scelto dal caso, o caduto per caso....
      Tutto ciò rende furente pure me e sento mio il testo e il significato della canzone.

      E' stato bello leggere il vostro post. Ancora complimenti

      Mirko

      RispondiElimina
    10. Bella riflessione, veramente!
      Grazie e complimenti!
      Serena

      RispondiElimina
    11. Bella riflessione, veramente!
      Grazie e complimenti!
      Serena

      RispondiElimina
    12. Bella canzone e bel commento....mi manca il libro! :-)
      Giovanni

      RispondiElimina
    13. Bravo analisi perfetta della canzone

      RispondiElimina
    14. Sono capitato qui per caso, attraverso una concatenazione di elementi che in apparenza non hanno legami.....ma come amo dire "la coincidenza non ha madre". Grazie per la tua analisi, questo brano ha sempre suscitato in me un brivido inspiegabile, e stamattina ho compreso. Forse, semplicemente, prima non ero pronto.
      Grazie davvero.

      Luigi

      RispondiElimina
    15. Grazie per come hai spiegato il profondo significato di questa canzone : mi hai illuminato la mente .

      RispondiElimina
    16. Francesco De Cristofaro4 gennaio 2021 17:20

      Grazie per il tuo scritto, e comunque non è un caso che questa canzone ebbe un successo mondiale (purtroppo per noi che non mastichiamo benissimo l'inglese) un approfondimento anche se tardivo è indispensabile.

      RispondiElimina
    17. Such a shame va tradotto in italiano "che peccato" e non "che vergogna". Questo rende il testo meno drammatico, più scorrevole ed ironico/sarcastico quanto la mimica facciale del cantante la cui interpretazione è fantastica. La musica poi è vibrante e tonica dall'inizio alla fine. Insomma un pezzo da annoverare tra quelli da fare ascoltare ai propri figli nipoti e riascoltare piú volte noi stessi.

      RispondiElimina