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giovedì 2 febbraio 2012

LANA DEL REY, "Born to Die"


(2012, Genere: Pop)

Se ne sono dette di tutti i colori su Lana Del Rey, l'Artista più chiacchierata del momento, anche se in Italia è ancora pressoché sconosciuta ai più. La venticinquenne ha debuttato nel web grazie all'intrigante "Videogames", con tanto di video auto prodotto, che l'ha lanciata in tutto il mondo. Prima di diventare una Jessica Rabbit in carne e ossa, con capelli mossi e vaporosi, labbra rifatte e l'aria vezzosa e decadente da attrice hollywoodiana anni '40, Lana del Rey si chiamava infatti Lizzie Grant e altro non era che una ragazzina americana come tante alla ricerca di fortuna nei club di New York, pur se figlia del ricco imprenditore Rob Grant.
Il successo non arriva con l'EP di debutto, "Kill Kill" del 2008, per cui si dovrà attendere l'estate 2011, quando Lizzy Grant firmerà il contratto con la Stranger Records e modificherà nome e immagine. Da qui prende vita il fenomeno musicale Lana Del Rey, un personaggio certamente costruito a tavolino: una Marlyn Monroe dalle labbra importanti che singhiozza parole fuorvianti rivolte al suo uomo, come accade nel tormentone "Off the races"; una "Nancy Sinatra gangster", come la stessa ama definirsi.

Tante, troppe, sono state le parole rivolte all'immagine di Lana Del Rey e non all'Artista Lana Del Rey. Ritenuta falsa, costruita ad hoc e finta come le sue labbra, da persone che hanno certamente dimenticato che tutto nella Musica Pop è finto. La stessa Lady GaGa, cui molti tendono a comparare la Del Rey (paragone improponibile sotto ogni punto di vista), non ha mai detto o fatto qualcosa di non artificioso. Anzi, il suo stesso personaggio consiste nell'essere esagerata ai limiti del buon gusto.
Quindi ben venga questa ragazza plastica e misteriosa, tremendamente retrò, se la sua Musica vale la pena essere ascoltata. Oltre alla già citata "Videogames", sono molti gli episodi riusciti di quest'album, a partire dalla title-track. "Born to Die" è infatti un brano trascinante a metà tra il malinconico e il biascicato, anche se magari ad un primo ascolto può lasciare perplessi poiché si tratta di pura Musica Pop, ma ben diversa dal Commercial Pop cui ormai siamo sommersi. I remix su internet impazzano e persino Damon Albarn, poliedrico cantante di Blur e Gorillaz, ci si è cimentato, ottenendo un ottimo risultato.


Altri pezzi riuscitissimi sono la bella "Dark Paradise", che potrebbe essere letta come una sorta di accelerazione della title-track, e "Blue Jeans", rilasciato come terzo singolo, sapiente unione di raffinatezze alla PJ Harvey di "The Dancer" e ritmi più propriamente Pop. Per non parlare, poi, di "Million Dollar Man", che sembra rubata al repertorio di Fiona Apple, cui potrebbe essere artisticamente assimilata. I media, invece, si sono già affrettati ad avvicinare la Musica di Lana Del Rey a quella dell'Artista Pop dell'anno passato, Adele, anche se i punti in comune tra le due sono davvero pochi.

Un altro motivo per cui molti si sono accaniti su Lana Del Rey è dovuto all'eccessiva pubblicità che ne è stata fatta, martellante e onnipresente. Ma la protagonista di questo tam tam mediatico cosa ne pensa? "Sono anche spaventata dall'eccessiva attenzione nei miei confronti perché nella maggior parte dei casi non riguarda la mia Musica ma l'aspetto fisico e il nome d'arte".
La stessa ha avuto anche la possibilità di esibirsi al famosissimo show americano "Saturday Night Live" cantando i suoi tre singoli, ma la performance è parsa a critici e media deludente e "disastrosa". In realtà, la cantante è apparsa molto emozionata e nervosa, ma niente di irreparabile, anche perché già in altre esibizioni Live (vedi al Jools Holland) aveva dimostrato di possedere maggiore controllo vocale.

In "Born to Die" sono presenti anche brani più comunemente Pop, come le fresche e al contempo decadenti "Diet Mountain Dew" e "Summertime Sadness", che non disdegna una flebile influenza trip-hop. La cantante perde colpi nei pezzi in cui possono sorgere somiglianze, casuali o meno, con altre cantanti Pop: nel sound modernissimo di "National Anthem" viene alla mente addirittura Avril Lavigne e in "Lolita" sembra riprendere la lezione di Britney Spears, non a caso citata dalla stessa come influenza musicale. Altri Artisti che fanno parte del bagaglio artistico di Lana Del Rey sono Frank Sinatra, Eminem, Kurt Cobain, Elvis Presley... Colpisce la varietà delle influenze, il che si rispecchia anche nella sua Musica: un Pop jazzato molto retrò, dalla cadenza noir, con influenze dubstep e anche hip hop. Forse è per questo che la super naif Lana Del Rey piace a categorie di persone che ascoltano Musica diversa e suggella la rottura delle barriere tra Indie e Pop, procedura che era ormai in atto da un po' di tempo a questa parte.

Altro dato positivo per "Born to Die" è che, fatta eccezione per "Radio", l'album non contiene filler, canzoni di riempimento, ma scorre in modo molto omogeneo, e anzi la versione Deluxe contiene, tra gli altri, uno dei suoi pezzi migliori: "Lucky Ones".


Raising Girl consiglia l'ascolto di: "Dark Paradise"


Lana Del Rey, "Born To Die" : 7.4



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