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sabato 28 maggio 2011

Blind Fool Love, "Il Pianto"


(2011; Genere: Emocore, Pop-Rock)

Abbiamo molto sentito parlare di questi giovanissimi negli ultimi tempi perché un bel giorno i tre di Grosseto si sono svegliati trovandosi al secondo posto nelle classifiche italiane per album venduti, tra Vasco Rossi e Modà. E il giorno dopo non c'erano più, esclusi poiché il loro ep di esordio, "Il Pianto", era stato messo in vendita in una sola insegna commerciale (la catena di videogames "Gamestop") e ciò è contrario alle regole. A questo punto la Sony ne amplia la distribuzione ad altri punti vendita, la band rientra in classifica, e vissero tutti felici e contenti. O quasi. Perché di felicità e gaudio c'è ben poco in questo minialbum e pare che la cosa sia voluta: i testi del disco, infatti, parlano di amori infelici, frustrazione e rabbia. Seguendo la scia del genere emocore (tanto in voga tra i giovani negli ultimi anni), Tommaso, Piero e Marco sviluppano un sound ricco di richiami, anche sul fronte del Rock e riprendendo il carattere "racconto" cantautoriale (De Andrè viene citato dagli stessi come una delle principali fonti d'ispirazione). Li abbiamo conosciuti in modo particolare grazie a due brani; il primo è "Vampiro", col quale hanno catalizzato l'attenzione della rete.

I Blind Fool Love ("Cieco Folle Amore", citazione shakespeariana) sono destinati a diventare un grosso fenomeno mediatico e i commenti su Youtube alle loro canzoni ne sono solo un assaggio: pare infatti che il trio sia apprezzato non solo in Italia. Se solo "Scary" (soprannome del leader e vocalist Tommaso Sabatini) ci andasse piano con quel look da emo twilghttato...se solo eliminassero dalla propria immagine quella'aurea da "alternativi", sarebbero molto più credibili. Ma...ooops! E' proprio questo che richiama ai BFL folle di ragazzine urlanti. Peccato, perché in realtà i tre hanno talento e proprio "Vampiro" ne è la dimostrazione. E' un brano interessante, dal sound internazionale. L'altro pezzo è più pop, molto orecchiabile, a tal punto che già dopo un primo ascolto continuava a martellarmi in testa "tra le smorfie della morte, i pagliacci ridono di te". Stiamo parlando di "Il Pianto". E qua iniziano a farsi sentire forti echi dei Thirty Second to Mars, con tanto di coretto bianco sul finale. Tra scream spesso e volentieri fuori luogo e begli assoli di chitarra (Slash è un altro loro idolo), passiamo in rassegna i restanti cinque pezzi: "Saranno Giorni", che certamente li consacrerà tra le nuove stelle del Rock Mainstream made in Italy, le particolarità di "I viali di inverno" e "Ballata della farfalla Melitae" e il soffuso dialogo con la natura in "Natura Morta". Compare inoltre un brano che circolava in rete già da tempo col nome di "Ninnananna" e ora ci sorprende come opener dell'ep, ri-arrangiato e col titolo di "La canzone della guerra", che esprime appieno le attitudini della band, soprattutto quando si ha a che fare con dicotomie come Amore-Morte, Pace-Guerra. Una canzone che, a detta della band, è stata realizzata appositamente "più tirata, più arrabbiata"; un'aggressività metaforica dunque.

Sento spesso il nome di Blind Fool Love associato a quello di gruppuncoli italiani come dAri e Finley e questo è certamente un paragone inappropriato perché, oltre ad Mtv e all'uso della lingua italiana per i testi, le tre band hanno ben poco da condividere. Ma ora che I BFL stanno emergendo (per di più con la Sony come etichetta discografica), non è detto che non possano scadere a quei livelli. E sarebbe un peccato, perché di strada da fare ne hanno molta, sono molto giovani e c'è parecchia esperienza da raccogliere lungo la strada.
L'impressione generale è che la band abbia le carte in regola, ma che sia ancora troppo acerba. Che ci sia talento, ma che sia convogliato nella direzione sbagliata.

Raising Girl consiglia l'ascolto di: "Vampiro".

"Il Pianto", Blind Fool Love: 6
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