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domenica 27 maggio 2012

NINA ZILLI: "Sono troppo R'n'r per vincere". Ne siamo proprio sicuri?



Il target musicale dell'Eurovision Song Contest è decisamente basso, questo si sa. Ma è uno spettacolo di intrattenimento e divertimento, senza pretese. Soprattutto, però, bisogna tenere a mente che stiamo parlando di una manifestazione che più popolare non si può. E l'unico modo per svincolarsi dalle "amicizie internazionali" che svolgono un ruolo fondamentale durante le votazioni sarebbe quello di proporre artisti che non siano solo bravi artisticamente ma anche empatici, che sappiano dialogare col pubblico, nel contesto di un'immagine fresca, pulita, senza orpelli. Un po' il contrario dell'artificiosa Nina Zilli. Qua non si mette in dubbio l'indiscussa capacità vocale della giovane, quanto la sua inerenza con una manifestazione del genere.


Appare chiaro che per tale spettacolo sarebbe consigliato un cantante di gusto internazionale, ma il fatto che Nina Zilli abbia un look ispirato a Amy Winehouse (lo so che è un paragone noioso ma è la verità) non la rende a priori compatibile con quel target. Ragionamento superficialotto, non credete? Difatti la canzone con cui la nostra si è presentata ieri sera a Baku di europeo ha ben poco, tutta immersa com'è in sonorità che richiamano esplicitamente ai brani popolari dell'Italia degli anni '60. Con tanto di "bum-bum", coretti spensierati e vocalità modulata alla Mina.


...Critica fondata sul senno di poi? Non proprio. Su "Crazy Diamond Music" si era già parlato della delusione nel non vedere l'anno scorso come rappresentante dell'Italia la maggiore favorita per tale ruolo, la cantautrice italo-belga Nathalie Giannitrapani e la sua "In punta di piedi", soppiantata ben presto da Raphael Gualazzi e dalla sua tutor Caterina Caselli. Nonostante l'ottimo risultato poi portato a casa.

Così come già avevo proposto per quest'anno Marco Guazzone e gli Stag: freschi e assolutamente internazionali, anche se non propriamente originali. In ogni caso, avrebbero fatto un figurone.


Tiriamo le fila del discorso: i tabloid italiani avevano fatto pronostici sulla vittoria di Nina Zilli che non si sono avverati, in quanto l'Italia s'è aggiudicata il nono posto. Il che non sarebbe neanche male, soprattutto in mezzo all'euforia Euro-Dance che domina ogni anno l'Eurofestival e in virtù del fatto che la canzone ha le carte in regola per vendere molto; eppure la Zilli è parsa molto delusa e amareggiata, a tal punto da scrivere sul suo profilo Twitter: "come sempre non vinco mai, sono troppo r'n'r. grazie a tutti.i'm to r'n'r to win. tnx 2 u all".

Cara Nina, un po' di modestia al posto di autocommiserazione e deliri di onnipotenza (Rock'n'Roll? Dove?!) non farebbe male.





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2 commenti:

  1. Sarebbero state delle eccellenti scelte, sia Natalhie che, soprattutto, Guazzone e gli Stag. Ma da quando in Italia si fanno eccellenti scelte?

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  2. non concordo affatto con quello che è stato scritto, l'unica critica che si puo' fare è il fatto di non aver cantanto in italiano per il resto Nina è stata bravissima...

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